Interviste

Abbiamo il piacere di avere in redazione Paolo Zanatta, trentasettenne di Volpago del Montello (Tv), da quest’anno tesserato per Trevisatletica.

Paolo la tua, è una vita di corsa, possiamo dirlo?

<<Proprio così! 30 anni fa indossai le prime scarpette e da allora non le ho più tolte!>>

Ti abbiamo visto battagliare sui campi di atletica dalle categorie giovanili a quelle degli assoluti ed ora essere splendido protagonista nei master. Qual è il segreto della tua longevità sportiva?

<<Avere sempre l’entusiasmo del primo giorno. Credo di aver percorso nella mia carriera circa 100.000 km, ma riesco ancora a divertirmi come un ragazzino. La corsa può sembrare un gesto atletico apparentemente ripetitivo, ma tutto ciò che avviene dentro al corpo mentre la si pratica è stupefacente.>>

Una carriera da professionista appunto, quali i ricordi più belli?

<<Lo stage di allenamento di un mese sugli altopiani del Kenia con gli amici Simone Gobbo e Peter Lanziner. Gli spazi immensi dell’Africa, i ritmi incredibili degli atleti locali e perfino dei bambini che ogni mattina ci rincorrevano per qualche chilometro lungo la strada per la scuola. E’ stata un occasione non solo di crescita atletica ma anche di grande riflessione. Ho conosciuto persone poverissime ma orgogliose e sincere. Per essere felici basta davvero poco.>>

Qualche rimpianto?

<<Non ho particolari rimpianti. Con il senno di poi avrei fatto qualche scelta diversa, ma senz’altro in tutti questi anni, ho sempre cercato di dare il massimo.>>

Scorrendo il tuo diario degli allenamenti, rigorosamente scritto a mano, i 4’00”/km di media si vedono molto raramente, persino nelle prime uscite dopo qualche lungo stop. Lo sai che è un ritmo che molti runner inseguono per una vita?  Paolo sorride – Partendo da questa considerazione, i risultati si ottengono grazie al talento o con il duro lavoro? 

<<L’allenamento è necessario, ti consente di costruire la base atletica, ma poi è il talento che fa la differenza, soprattutto quando si è vicini al limite.>>

Raccontaci di uno dei tuoi allenamenti più duri.

<<In preparazione della Mezza Maratona di Verona di quest’anno ho corso un 4*3000 m in 9’15” con recupero di 1000 m in 3’20”. Ho sofferto quasi come in una gara, ma alla fine è stato un investimento decisivo. Certi allenamenti sono necessari perché ti preparano anche a livello psicologico>>

Parliamo della splendida performance che hai realizzato a Verona.

Domenica, ai piedi dell’arena, hai fermato il cronometro in 1h05’04” migliorando il tuo personale di oltre 1 minuto. Qual’e il segreto per continuare a migliorarsi alla tua età nonostante più di dieci anni di professionismo alle spalle?

<<La motivazione certamente, ma anche il contributo dell’ ambiente che mi circonda.

Ho la fortuna di potermi allenare ai piedi del Montello, un luogo che offre percorsi di ogni genere immersi nella natura e mi circondo di amici che hanno la mia stessa grande passione. Anche la mia ragazza Martina è una runner. Nel lungo periodo, la condivisione di uno stile di vita con le persone più vicine è quasi necessario.

Infine, ma non ultimo, Matteo il mio allenatore>>

Nella città scaligera è girato davvero tutto alla perfezione. Il clima in particolare, di cui oggi si parla tanto in vari ambiti, è stato finalmente ideale. Quanto sono importanti a tuo avviso i fattori ambientali nella corsa e nello sport in generale?

<<Tantissimo. E’ bastato assistere ad i recenti mondiali di Doha per capire quanto la prestazione sia strettamente dipendente dalle condizioni ambientali in particolare nella corsa di resistenza. Altrettanto importante è l’adattamento. Qualsiasi runner, dovrebbe fare particolare attenzione a questi fattori, un professionista che si gioca una medaglia ancor di più. >>

Mettendo da parte i mondiali e le olimpiadi, il segreto per centrare un grande obiettivo cronometrico è correre la gara giusta al momento giusto. Sei d’accordo?

<<Certo! E’ appena successo (si riferisce a Verona), ed anche il precedente personale arrivò a Treviso in una domenica di Ottobre relativamente fresca e poco umida.

Prima di collaborare allo sviluppo Beta dell’ App Runbull, e mettere a disposizione tutti i miei dati, sottovalutavo l’importanza delle condizioni ambientali e programmavo le gare obiettivo in località o periodi non ideali.>>

Raccontaci di qualche esperienza personale negativa: 

<<Mi vengono subito in mente la Mezza maratona di Udine del Settembre 2014 e la Stramilano del Marzo 2017.

In entrambe le occasioni avevamo fissato un obiettivo di 1 ora e sei minuti, ma non avevamo fatto i conti con il clima insolitamente caldo per la stagione. In particolare in primavera, il corpo non è preparato ad affrontare i primi improvvisi tepori. Terminai entrambe le gare sulle ginocchia in un tempo vicino all’ora e dieci>>

Quasi 5’ superiore a quello di Verona

<<Si, furono batoste difficili da accettare, sopratutto perchè incomprese>>

Cosa è cambiato oggi, grazie ai nuovi strumenti tecnologici?

<<Grazie al calcolo della prestazione assoluta, Runbull mi permette di interpretare il contributo dei parametri climatici ed altimetrici, fornendo a me ed al mio allenatore,  gli strumenti per analizzare al meglio tutte le mie prestazioni, valutare il mio stato di forma e programmare al meglio i prossimi obiettivi.>>

Quanto è importante conoscere prima di una gara, una stima di previsione del risultato finale?

<<Molto. A volte bisogna mettere da parte le ambizioni cronometriche gareggiando “uomo a uomo” e senza l’assillo del tempo finale. Quando le condizioni ambientali non sono ideali per correre forte, la mia tattica di gara oggi ne tiene conto.

Questo atteggiamento mi ha consentito di ottenere buoni risultati anche in condizioni in cui, senza il supporto tecnologico, sarei certamente “saltato”. La mezza maratona di Palermo dello scorso ottobre, ne è un esempio concreto.>>

Non solo analisi numeriche, ma anche psicologia

<<Assolutamente si. Le funzioni in sviluppo sono in grado di supportare il runner in ogni condizione, permettendogli di maturare una profonda sensibilità nei riguardi dell’ambiente e del proprio corpo. Una prestazione negativa, così come il potenziale non espresso possono essere rapidamente interpretati.>>

Il clima è condizione necessaria, ma non sufficiente per ottenere grandi prestazioni, quali gli altri fattori?

<<Sicuramente un ottimo allenamento, un percorso veloce e, sopratutto per atleti di alto livello, la possibilità di correre in gruppo. In scia a certi ritmi si fa molta meno fatica. Il risultato di Kipchoge a Vienna ne è l’esempio più lampante. >>

Una prestazione pazzesca, ma con uno strascico di polemiche..

<<Quando avrò superato i 40 anni, per mantenere alto il rendimento, mi vedrete in gara accerchiato da una formazione di giovani pacer. – Paolo sorride e sdrammatizza.- >>

4 Buoni motivi per cui consiglieresti Runbull ad ogni podista?

1. Misurare il valore reale delle prestazioni e definire correttamente i propri obiettivi

2. Trovare le gare più veloci e scoprire tutti i segreti dei percorsi

3. Scegliere l’outfit ideale, in particolare in gara.

4. Programmare al meglio gli allenamenti più lunghi ed intensi, in particolare nel periodo più caldo dell’anno.

A tale riguardo ad esempio, ricordo la scelta concordata di spostare alcune sessioni chiave, quando il giorno successivo avremmo avuto condizioni climatiche nettamente più favorevoli, oppure in determinate occasioni preferire la mattina al pomeriggio. Per un maratoneta che corre i lunghi in estate questo tipo di tecnologia può essere molto importante per ridurre i rischi per la salute ed ottimizzare i risultati.>>

Torniamo a te, prossimi obiettivi e sogni nel cassetto?

<<Innanzitutto un completo Runbull in tessuto tecnico traspirante in vista dell’estate,- Paolo ci stuzzica – a seguire i campionati italiani di cross a Campi Bisenzio, e cercare di migliorarmi ancora un po’ in mezza maratona.. contando su un alleato in più: l’ APP  beta di Runbull>>

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